È proprio in questo contesto che nasce il concetto di Money Prompt: una tipologia di richiesta destinata a diventare sempre più importante per chi si occupa di SEO e marketing digitale.
Dalla ricerca alla decisione: il ruolo dell’AI nel percorso d’acquisto
Negli ultimi mesi il comportamento degli utenti è cambiato sensibilmente. Se fino a poco tempo fa il percorso d’acquisto iniziava quasi sempre da una ricerca su Google, oggi molti consumatori preferiscono rivolgersi direttamente a un assistente AI per ottenere una prima selezione delle alternative disponibili.
Secondo uno studio di ChannelEngin, il 37% dei consumatori ha già iniziato almeno una volta un percorso d’acquisto partendo da un assistente AI. Solo una parte conclude poi la transazione all’interno della conversazione, ma la fase più delicata, quella della valutazione iniziale, avviene sempre più spesso attraverso una risposta generata dall’intelligenza artificiale.
Questo significa che il primo “filtro” tra l’utente e i brand non è più soltanto la SERP di Google, ma anche la capacità dell’AI di individuare e consigliare alcune aziende rispetto ad altre.
Che cos’è un Money Prompt
Un Money Prompt è una domanda rivolta a un’intelligenza artificiale con una forte intenzione commerciale, formulata senza citare esplicitamente un marchio.
Chi pone questo tipo di domanda conosce già la categoria di prodotto o servizio che gli interessa, ma ha bisogno di un aiuto per restringere il campo e scegliere tra diverse alternative.
Esempi tipici possono essere:
- “Quale software gestionale scegliere per uno studio medico?”
- “Qual è il miglior passeggino per chi viaggia spesso in aereo?”
- “Quale pompa di calore conviene per una casa indipendente?”
In questi casi l’utente non sta cercando informazioni generiche: vuole arrivare a una decisione. L’intelligenza artificiale, quindi, non si limita a spiegare un argomento, ma seleziona e confronta marchi, prodotti o fornitori, costruendo una shortlist di opzioni ritenute credibili.
Perché si chiamano “Money” Prompt
Il nome richiama il concetto delle tradizionali money keyword della SEO, cioè quelle ricerche che intercettano utenti molto vicini all’acquisto.
La differenza è sostanziale.
Con Google, una query commerciale restituisce una pagina di risultati che l’utente deve ancora confrontare autonomamente. Con un assistente AI, invece, gran parte di questo lavoro viene già svolto dal modello, che sintetizza le informazioni e propone direttamente alcune soluzioni, motivando spesso la propria scelta.
Per le aziende, quindi, diventa importante non solo essere presenti online, ma anche essere considerate dall’AI tra le opzioni da suggerire agli utenti.
Come riconoscere un Money Prompt
Non tutte le domande rivolte all’intelligenza artificiale hanno un valore commerciale.
Un Money Prompt presenta generalmente alcuni elementi ricorrenti:
- richiede una valutazione (“qual è il migliore…”);
- identifica una categoria di prodotto o servizio;
- definisce un caso d’uso specifico;
- introduce eventuali vincoli, come budget, area geografica o periodo temporale.
Più questi elementi si combinano, più aumenta la probabilità che l’AI debba confrontare diverse alternative e formulare una vera raccomandazione.
Al contrario, richieste come “come pulire il cestello della lavatrice?” oppure “come funziona una pompa di calore?” sono prevalentemente informative: aiutano a risolvere un dubbio, ma non portano direttamente a una scelta di acquisto.